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L'esame capillaroscopico

Modalità e tecnica di esecuzione dell'analisi del microcircolo cutaneo

Lo studio in vivo del microcircolo viene effettuato prevalentemente a livello della cute periungueale. In quest'area cutanea l'asse maggiore dei capillari è parallelo rispetto alla superficie cutanea, adatto ad uno studio morfologico.


L'esame capillaroscopico periungueale deve essere effettuato a livello di tutte le dita,  in quanto le alterazioni morfologiche dei capillari possono risultare circoscritte nelle fasi iniziali di malattia.


Le migliori condizioni  di visibilità dei capillari periungueali si rilevano generalmente a livello del quarto e quinto dito della mano non dominante. A tale livello, infatti, la cute presenta una trasparenza nettamente superiore rispetto, al secondo e terzo dito.


Lo studio in vivo dei capillari periungueali viene abitualmente effettuato sul paziente seduto o disteso, con il palmo della mano appoggiato sul piano di osservazione del capillaroscopio nella massima immobilità. Il corretto posizionamento della mano rispetto al piano dell'obiettivo condiziona in modo determinante la qualità delle immagini. Infine, l'asse dell'obiettivo deve essere perpendicolare rispetto alla superficie cutanea da esaminare.

Sulla cute periungueale si applica una goccia di olio di cedro, che grazie all' elevata viscosità permette di eliminare l'aberrazione ottica provocata dalla presenza di aria che si interpone tra la lente e la cute, ottenendo le condizioni  migliori di visibilità della rete microvasale.

Quando si utilizzano dispostivi ottici a contatto, è opportuno evitare la pur minima pressione sulla cute, in quanto si potrebbe compromettere la visualizzazione dei capillari.

Allo scopo di garantire la massima riproducibilità di osservazione, lo studio del microcircolo dovrebbe essere condotto dopo una fase di acclimatazione di durata variabile, in rapporto alle differenze tra temperatura esterna e temperatura ambiente.


Lo studio in vivo del microcircolo può essere effettuato anche in sedi diverse da quella periungueale.

La capillaroscopia della mucosa orale (labbro, gengiva, lingua) può rappresentare un'utile alternativa alla capillaroscopia periungueale, in particolare nei soggetti neri o in coloro presentano ridotta trasparenza cutanea. La capillaroscopia del labbro inferiore risulta di agevole esecuzione. Nella capillaroscopia della mucosa orale può essere usato il comune olio di oliva.


Fra i parametri da valutare per la scelta della zona di indagine capillaroscopica figurano:


- trasparenza cutanea

- visibilità del plesso venoso sub-papillare

- struttura architettonica della rete microvasale

- densità e distribuzione spaziale dei capillari

- caratteristiche morfologiche delle anse

- diametro del tratto afferente (o 'arteriolare')

- diametro del tratto efferente (o 'venulare')

- rapporto fra diametro del tratto afferente e diametro del tratto efferente

- caratteristiche del flusso ematico