Ulteriori applicazioni cliniche
L'esame Videocapillaroscopico nel monitoraggio delle terapie
La videocapillaroscopia trova applicazione nella osservazione dei cambiamenti dell'architettura capillare indotti dalle terapie e nel follow-up del decorso clinico delle malattie che coinvolgono il microcircolo.
I pattern capillaroscopici tipici di alcune patologie, quando monitorati nel corso del trattamento specifico, risultano un valido indicatore dei benefici indotti dall'utilizzo di un determinato farmaco, o al contrario devono mettere in allarme i medici sulla presenza di dannosi effetti collaterali.
I risultati dermatoscopici relativi alla microcircolazione permettono altresì lo studio del dosaggio dei farmaci nella cura di patologie dermatologiche.
Dermatomiosite
Il trattamento precoce della dermatomiosite giovanile permette la riduzione della malattia con un unico ciclo di trattamento. La forma cronica della malattia, invece, comporta continue manifestazioni cutanee con ricorrenti cambiamenti nei quadri capillaroscopici, osservabili a livello della piega ungueale.
La correlazione fra le alterazioni dei capillari e la malattia cutanea, ma non con la forma muscolo-scheletrica, suggerisce che le due patologie abbiano alla loro base meccanismi fisio-patologici differenti; il trattamento dei sintomi cutanei nella dermatomiosite giovanile deve essere quindi specifico. In particolare sono necessari studi sull'azione dei fenomeni farmacocinetici e farmacodinamici dell'iniezione intravenosa di antinfiammatori glucocorticoidi.
Studio capillaroscopico in pazienti psoriasici prima e dopo terapie sistemiche
Nel caso di forme generalizzate di psoriasi, a volte si ricorre a terapie sistemiche. Queste includono fototerapia con UVA e psoraleni (fotochemioterapia o PDT). Possono essere utilizzati anche retinoidi (acitretin e etretinato), o ciclosporina A. In caso di psoriasi a placche severa, sembra che i migliori risultati siano stati ottenuti con la fotochemioterapia, seguita dal trattamento UVB e poi dagli altri trattamenti.
Gli effetti collaterali sono particolarmente frequenti con l'utilizzo dei retinoidi, e sono soprattutto di carattere muco-cutaneo. Tutti questi trattamenti, in particolare quelli sistemici, comportano tuttavia certi rischi di tossicità, in quanto il rischio di insorgenza di tumori cutanei aumenta nei soggetti sottoposti a tale terapia. Si rende perciò necessario affiancare a queste strategie terapeutiche il controllo dermoscopico effettuato tramite videocapillaroscopia, per calcolarne il contributo benefico e per valutare i possibili danni collaterali.
Studio della Microcircolazione in modelli sperimentali
Nella ricerca farmacologica e nella sperimentazione di terapie per patologie autoimmuni e neoplastiche, la tecnica videocapillaroscopica si rivela un valido strumento per lo studio dei benefici indotti a livello microvascolare nei modelli animali sperimentali.
Sono infatti documentate numerose applicazioni di questo strumento nel monitoraggio di terapie farmacologiche antiangiogenetiche, come anche in microchirurgia sperimentale nei modelli di laboratorio. La videocapillaroscopia risulta particolarmente efficace in quanto non invasiva e perciò utilizzabile senza alcuna controindicazione in vivo.
