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venerdì 20 settembre 2013

L’esame capillaroscopico negli arti inferiori: un futuro nello studio delle collagenopatie?

Nonostante marcate differenze nei parametri fisiologici con la mano, l’esame del microcircolo ungueale negli arti inferiori potrebbe fornire informazioni diagnostiche complementari nello studio delle patologie vascolari caratterizzate da deposito di collagene in sede vascolare.

capillaroscopiaNonostante marcate differenze nei parametri fisiologici rispetto alla mano, l’esame del microcircolo ungueale negli arti inferiori potrebbe fornire informazioni diagnostiche complementari nello studio delle patologie vascolari caratterizzate da deposito di collagene in sede vascolare.
Può la capillaroscopia condotta negli arti inferiori fornire utili informazioni cliniche? La risposta sembra essere affermativa e giunge dai ricercatori del dipartimento di dermatologia del Karl Landsteiner Institute for Dermatological Research di St. Pölten, Austria. L’esame del microcircolo viene generalmente condotto a livello della plica ungueale delle dita della mano, dove sono state descritte numerose alterazioni della rete microvascolare specifiche per alcune patologie e il cui riscontro può guidare nella diagnosi differenziale delle principali malattie autoimmuni a manifestazione cutanea. L’impiego della capillaroscopia negli arti inferiori è stato recentemente testato in un recente studio pilota che analizzato la riproducibilità della metodica a livello dell’alluce e del secondo dito del piede in un gruppo di pazienti caratterizzati da differenti condizioni patologiche: insufficienza venosa cronica (22), patologia arteriosa periferica (24), malattia vascolare da deposito da collagene (21) e 50 individui sani di controllo. Gli autori hanno così potuto constatare che la densità capillare a livello delle dita del piede (5-9/mm) è significativamente inferiore rispetto a quanto osservato tipicamente nella mano (7-11/mm). Non solo, i capillari nelle dita del piede presentano un’elevata variabilità, ed oltre alla tipica morfologia capillare a forcina si osservavano frequentemente capillari tortuosi, ramificazioni, capillari elongati e fasci di capillari. Tuttavia, le differenze tra i pazienti affetti da patologie vascolari e patologie vascolari da deposito di collagene erano limitate, anche se nei soggetti affetti da malattie arteriose periferiche erano riconoscibili più frequentemente ramificazioni, mentre la presenza di fasci di capillari era più frequente in presenza di una malattia vascolare con deposito di collagene. La presenza di elementi patologici come megacapillari, aree avascolari e emorragie non veniva riscontrata a livello delle dita del piede. In conclusione, le alterazioni patologiche riscontrate nei soggetti affetti da patologie vascolari lasci presupporre un potenziale impiego della metodica nello studio di queste condizioni patologiche, anche se ulteriori studi sono richiesti per confermare l’associazione tra i quadri osservati e la presenza della malattia.

Source:Jung P, Trautinger F. Capillaroscopy of toes. J Dtsch Dermatol Ges. 2013