
Il riscontro di anomalie microscopiche della rete capillare ungueale e la presenza di autoanticorpi specifici per la Sclerodermia sono potenti predittori della progressione verso una stadio attivo della patologia nei pazienti con fenomeno di Raynaud, pur in assenza di manifestazioni di una malattia del connettivo.
Un recente studio propsettico canadese ha osservato che il 13% dei pazienti con fenomeno di Rynaud isolato sviluppavano la sclerodermia a distanza di 3 anni. L’1% incorreva invece in un’altra malattia del connettivo.
Diversamente, oltre l’80% dei soggetti che presentavano evidenti alterazioni microvascolari insieme ad una o piu’ positivita’ per autoanticorpi anticentromero, antitopoisomerasi e anti RNA polimerasi III, sviluppavano sclerodermia.
Invece pazienti con fenomeno di Raynaud ed uno o piu’ autoanticorpi specifici per la sclerodermia , ma senza anomalie capillaroscopiche, presentavano un tasso di progressione verso la patologia del 35%, di cui il 60% dei casi veniva diagnosticato entro 5 anni.
Lo studio ha evidenziato il potere della tecnica capillaroscopica, una metodica di microscopia in vivo assolutamente non invasiva, che possiede un alto valore predittivo per la progressione delle principali patologie del connettivo ad eziologia autoammunitaria.
Si conoscono infatti i quadri capillaroscopici che caratterizzano le fasi di progressione della patologia sclerodermica, i quali procedono da un iniziale ingrandimento dell’ansa dei vasi attraverso la riduzione della densita’ capillare per poi terminare con la comparsa di telangiectasie, le quali marcano lo stato attivo e conclamato della patologia.




