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lunedì 16 settembre 2013

Capillaroscopia rivela stadio ed estensione sistemica nella sclerodemia

Nuove evidenze supportano il ruolo della capillaroscopia nel determinare lo stadio clinico della Sclerodermia e l’estensione dell’interessamento degli organi interni da parte della malattia.

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La capillaroscopia si conferma un’esame di centrale importanza nella gestione clinica dei pazienti affetti da sclerodemia. L’analisi del microcircolo cutaneo, infatti, rivela una forte correlazione tra la severità delle alterazioni della rete capillare e lo stadio della malattia e può con discreta affidabilità prevedere il coinvolgimento degli organi interni.

Questi risultati arrivano da un recente studio multicentrico condotto dal comitato EUSTAR (EULAR Scleroderma Trials and Research) e coordinato dai ricercatori dell’Istituto Gaetano Pini presso l’Università di Milano.

L’analisi ha investigato l’associazione tra le informazioni cliniche e laboratoristiche di una vasta coorte di pazienti registrati tra il 2004 e il 2011 con i profili capillaroscopici per stabilire la frequenza dei cosiddetti pattern capillaroscopici e la loro correlazione con i fenotipi patologici osservati.

Allo studio hanno partecipato 62 dei 110 centri registrati EUSTAR per un totale di 2754 pazienti esaminati. Gli autori hanno così potuto identificare quattro profili principali di pazienti, caratterizzati da una progressiva severità del coinvolgimento cutaneo, così come per la presenza di manifestazioni sistemiche crescenti.

I cosiddetti pattern sclerodermici “early” e “ active” venivano generalmente riscontrati nei pazienti che presentavano un debole o moderato coinvolgimento cutaneo ed un basso numero di manifestazioni patologiche, mentre il pattern di tipo “late” veniva riscontrato con elevata frequenza nei casi più severi della malattia caratterizzati da un esteso coinvolgimento degli organi interni.

Source:Microvasc Res. 2013 Nailfold capillaroscopy in systemic sclerosis: Data from the EULAR scleroderma trials and research (EUSTAR) database. Ingegnoli F, Ardoino I, Boracchi P et al.